Read the book: «Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana»
Iginio Gentile, Serafino Ricci
Trattato generale di Archeologia e Storia dell'Arte: Italica, Etrusca e Romana

Pubblicato da Good Press, 2021
EAN 4064066069285
Indice
PREFAZIONE
Indice del Testo
INDICE delle Tavole inserite nel Testo
INDICE GENERALE
INDICE dei periodici principali di archeologia
I. ARTE ITALICA
BIBLIOGRAFIA
I. — Introduzione.
II. — L'arte italica nelle terremare.
III. — La civiltà e l'arte a Felsina.
IV. — La civiltà e l'arte a Villanova.
V. — La civiltà e l'arte nelle necropoli del Lazio.
VI. — La civiltà e l'arte nelle necropoli euganee-atestine.
VII. — La civiltà e l'arte nell'Agro Chiusino e a Corneto-Tarquinia.
VIII. — Conclusione sulla civiltà e sull'arte umbro-felsinea, e prisca latina.
IX. — Civiltà ed arte etrusca alla Certosa e a Marzabotto.
X. — Osservazioni generali intorno allo stile italico.
II. ARTE ETRUSCA
BIBLIOGRAFIA
I. — Origine e carattere dell'arte etrusca. Suoi stretti rapporti con l'arte italica.
APPENDICE I. Sulla provenienza degli Etruschi.
A. — Architettura degli Etruschi.
B. — Plastica.
C. — Pittura etrusca.
III. ARTE ROMANA
BIBLIOGRAFIA
I. — Osservazioni generali.
II. — Storia dell'arte romana e greco-romana, e divisione nei suoi periodi.
I. — ARCHITETTURA
II. — PLASTICA .
III. — PITTURA
Osservazioni generali.
A. — Architettura.
B. — Plastica.
C. — Pittura.
A. — Architettura.
B. — Plastica.
C. — Pittura.
APPENDICE. Degli scavi e delle scoperte recenti sul Foro Romano.
METODO ED ESTENSIONE DEGLI SCAVI RECENTI.
LA “SACRA VIA„
IL “COMITIUM„ E IL “NIGER LAPIS„.
LA STELE INSCRITTA DEL COMIZIO.
IL TEMPIO DI VESTA E LA “DOMUS„ DELLE VESTALI SECONDO LE RECENTI ESPLORAZIONI.
ALTRI CENTRI MINORI D'ESCAVO.
LA “CLOACA MAXIMA„.
PREFAZIONE
Indice
Questo volume, secondo i criterî dell'illustre e compianto prof. Gentile, non dovrebbe avere introduzione, perchè questa sta dinanzi al II volume per l'archeologia e per l'arte greca. Ma ragioni di opportunità indussero l'editore comm. Hoepli a far precedere nella stampa questo volume, quantunque anche l'altro sia già consegnato manoscritto e pronto per la stampa, anzi possa dirsi ormai in lavoro.
Occorre quindi che, se non una introduzione, qualche parola di prefazione si premetta per presentare questo secondo volume al lettore prima del primo, e sotto una veste, come ognun vede, alquanto diversa da quella della precedente edizione.
Il fine dell'editore fu di supplire alla lacuna di una terza edizione del testo esaurito, lasciando l'Atlante relativo com'era al tempo della seconda edizione. Quindi non si doveva mutare il criterio generale di disposizione del lavoro del Gentile, ma d'altra parte bisognava completare le lacune e del testo e dell'Atlante. Ricevendo io pertanto il delicato incarico dalla fiducia dell'editore, ebbi costante scrupolo di mantenere del Gentile quanto potevasi mantenere, e, pur adattandone il testo alla nuova edizione, alterarlo solo per quel tanto ch'era necessario per metterlo in luce maggiore.
Certe divisioni in periodi, certi paragrafi sottolineati ed ampliati con le dovute note bibliografiche, non tutte riunite, come usava il Gentile, alla fine di un intero periodo, ma a fine pagina, secondo che suggerisce il testo o la necessità di ricerche più profonde, erano modificazioni divenute ormai necessarie per far meglio conoscere il lavoro coscienzioso e sotto ogni rapporto lodevole di quella mente colta e veramente gentile, che scriveva bene italiano e sentiva quel che scriveva, senza lasciarsi sopraffare dalla troppa erudizione, troppo spesso straniera.
Per questa parte del lavoro non voglio paternità, ma la riconosco dal Gentile, essendo quasi totalmente formali le mie modificazioni. Ciò che posso dire mio sta nelle aggiunte, non col fine di migliorare il testo, perchè non sento di arrogarmi questa abilità, ma con quello di aggiungervi quei particolari che il Gentile non poteva conoscere, perchè furono il risultato di scavi e di ricerche posteriori alla sua seconda edizione. Non sono dunque queste aggiunte un biasimo o uno sfregio alla memoria del Gentile, ma un complemento doveroso, che il Gentile stesso avrebbe aggiunto, in modo più completo e perfetto di me, se non fosse stato tolto troppo presto alla stima e all'affetto dei colleghi e dei discepoli.
Sono quindi mie molte delle note a pie' pagina, le appendici, e tutte le tavole scelte, compilate e fatte riprodurre non solo a schiarimento del testo, ma a complemento indispensabile di un atlante che, così com'è oggi, non risponderebbe neanche debolmente allo scopo. Per agevolare la consultazione dell'Atlante e i confronti con le tavole aggiunte ho unito un indice di queste ultime e, per quelle dell'Atlante, un elenco comparativo tra le citazioni del Manuale della seconda edizione e quelle del testo riveduto e corretto di questa terza, che ora presento ai lettori. Così aggiunsi nella nuova edizione i riferimenti alle tavole vecchie e nuove; testo e atlante formano nell'ultima edizione un tutto più organico ed omogeneo, che non può non giovare maggiormente alla coltura e alla pronta consultazione di chi legge.
La parte da me rifatta ed ampliata, sulla quale desidero di richiamare soprattutto l'attenzione degli studiosi, è quella paletnologica, o più propriamente preromana, che, anche dopo la pubblicazione del Bullettino di paletnologia italiana e dell'opera magistrale del Montelius, era rimasta monca e insufficiente, nè poteva ricevere luce dal lavoro speciale del Regazzoni sulla Paleoetnologia (Milano, Hoepli, 1885), poichè quest'opera è quasi totalmente priva di quelle illustrazioni che sono indispensabili a ben distinguere e a ritenere le differenze fra età ed età, fra tecnica e tecnica; per questa parte presi appunto a modello le belle tavole del Montelius.
Un altro contributo non meno utile e forse più interessante è dato dai ritrovamenti sul Foro Romano e a Pompei. Tanto per la parte preistorica, quanto per quest'ultima dell'Impero Romano mi aiutò efficacemente l'intelligente ed opportuna liberalità del comm. Hoepli, che sa conciliare sempre bene l'interesse del pubblico e proprio con le esigenze più moderne della scienza e dell'arte, non indietreggiando mai, qui, nella sua patria d'adozione, dinanzi a lavori che, nel dare lustro alla sua Casa, siano opera italiana e meglio riuscita. A lui noi italiani dobbiamo, più che a molti altri, il rispetto che gli stranieri hanno ancora per buona parte della nostra produttività scientifica e letteraria.
Ben novantasei tavole furono aggiunte, quali inserite nel testo, quali doppie fuori testo, a questo volume dell'archeologia e della storia dell'arte italica, etrusca e romana, e sono appena sufficienti — ognuno dei competenti lo può riconoscere — a rendere una idea approssimativa della grande epoca e della grande arte che vi si tratta.
* * *
Ed ora una parola non al pubblico degli studiosi e dei dilettanti, che apprezzano la divulgazione scientifica ed artistica in qualsiasi modo sia fatta, purchè sia divulgazione utile al maggior numero di persone, ma una parola a quelli fra gli specialisti che, pel solo fatto che trattasi di un Manuale Hoepli, non fanno buon viso anche a lavori fatti con ottimi intendimenti e con novità e serietà di trattazione. Gran bella cosa senza dubbio è la scienza pura, ma non meno bella e forse più utile è la scienza applicata alle cognizioni pratiche, e che diventa pel gran pubblico mezzo potente di istruzione e di educazione intellettuale e morale. Un Manuale utile deve saper conciliare i progressi della scienza e dell'arte con la loro funzione sociale. Ora, nella difficoltà di raggiungere insieme i due fini, io cercai di presentare un Manuale il più possibile facile, esatto, completo per il maggior numero dei lettori, che possono leggerlo d'un fiato, come si suol dire, prescindendo da tutte, o quasi le osservazioni e le critiche; ma collocai nelle note, nelle appendici, nella bibliografia tutto quel repertorio scientifico, che è indispensabile per attingere da fonti maggiori e dirette una preparazione più estesa e più profonda intorno ad ogni singolo argomento. Per questo appunto ho diviso gli indici bibliografici in generali e particolari, sicchè lo studioso già iniziato nelle discipline archeologiche trovi nell'uno o nell'altro ciò che più gli conviene per le sue ricerche.
E per questo ho bisogno — il lettore se lo imagina da sè — di tutta la benevolenza del pubblico dotto, se in citazioni così minuziose e talora di difficile controllo per la mancanza della pronta consultazione siano sfuggite inesattezze e anche errori di lingua e di stampa; a tutto sarà rimediato nella revisione più calma e più agevole di un'altra edizione. Per conto mio, per quanto io abbia cercato di usare quella scrupolosa esattezza che in lavori di tal genere non è mai troppa, preferisco, per mio carattere personale, di aggiungere qualche nota, o qualche nome d'autore di più, il quale schiuda alle menti giovanili nuovo campo di ricerche, che non poche notizie troppo speciali, o vagliate allo staccio di una ipercritica talora più dannosa che utile.
Che se alcuno trovasse eccessiva la bibliografia premessa alla parte romana, pensi alla vastità e quantità dei temi proposti, e alla imprescindibile necessità, col progresso odierno degli studî, di tener calcolo di tutti i lavori dei dotti, specialmente stranieri, prima di accingersi alla trattazione di un argomento qualsiasi. La bibliografia, in questo caso, è come la face indispensabile al metodo storico, perchè questo irradii nuova luce di verità e di bellezza sulle questioni archeologiche e artistiche dei nostri tempi.
Di questo Manuale vorrei soprattutto facessero tesoro i giovani studenti dei licei d'Italia, come già ne fecero in parte tesoro, con la guida delle mie lezioni di storia dell'arte, quelli de' licei di Milano, ai quali dedico il lavoro, augurandomi che il loro buon senso e buon gusto, il loro amor patrio per i tesori d'arte italiani facciano riconoscere meglio delle circolari ministeriali e degli insegnamenti complementari la necessità dello studio dell'archeologia e dell'arte come complemento agli studî classici, che solo alla luce dei ritrovamenti archeologici e dei capilavori d'arte potranno far rifluire nuova vena feconda di produzioni letterarie ed artistiche in questo antico sangue latino, occupato nelle cure più urgenti della patria e della società, e troppo dimentico, in quest'ultimo periodo, delle nobili tradizioni classiche italiane e dell'intatto patrimonio di tesori artistici che gli avi ci consegnarono.
A voi, giovani, tocca non solo il conservare questo patrimonio, ma il farlo rifiorire. Possano gli sforzi dell'autore e l'infaticabile attività dell'editore riuscire in questo intento, che certo desidera pure dal suo meritato soggiorno di riposo l'anima candida e virtuosa di Iginio Gentile!
Milano, Febbraio 1901.
Serafino Ricci.
Indice del Testo
Indice
| Pag. | |
| Prefazione | VII |
| Indice del testo | XIII |
| Indice delle tavole inserite nel testo | XXI |
| Indice generale delle tavole contenute nell'Atlante del Gentile per l'Archeologia e la Storia dell'Arte italiana, etrusca e romana, con le citazioni delle pagine di testo corrispondenti alle tavole della II edizione, confrontate con quelle della III edizione | XXVII |
| Indice dei periodici principali di archeologia | XXXI |
| I. ARTE ITALICA | 1-102 |
| Bibliografia | 1-9 |
| Opere di carattere generale | 1-4 |
| Antichità preistoriche dell'Italia Settentrionale. Civiltà transpadana | 4-5 |
| Terremare e abitazioni lacustri | 5-6 |
| La civiltà di Felsina e di Villanova, e, in genere, del Bolognese e dell'Etruria | 6-7 |
| Il Lazio e le sue necropoli — Corneto-Tarquinia | 7 |
| Este e le necropoli euganeo-atestine | 7-8 |
| Civiltà paleo-etrusca — Antichità di Marzabotto, di periodo etrusco | 8 |
| Antichità preistoriche dell'Italia Meridionale e delle isole | 8 |
| Osservazioni generali intorno lo stile italico | 9 |
| I. Introduzione | 10-14 |
| Appendice I. Le varie età preistoriche e i loro periodi | 14-17 |
| II. L'arte italica nelle terremare | 17-27 |
| III. La civiltà e l'arte a Felsina | 28-41 |
| Appendice II. Dell'importanza delle fibule come dato archeologico nelle età preistoriche, e loro cronologia | 41-45 |
| Appendice III. Confronto tra la situla della Certosa e lo scudo d'Achille | 45-47 |
| IV. La civiltà e l'arte a Villanova | 49-52 |
| V. La civiltà e l'arte nelle necropoli del Lazio | 52-56 |
| VI. La civiltà e l'arte nelle necropoli euganee-atestine | 56-66 |
| Appendice IV. Diffusione delle situle italiche di bronzo e di terracotta in Italia | 66-67 |
| Appendice V. Elenco delle ciste a cordoni e delle situle istoriate, e loro distribuzione geografica. | 67-70 |
| 1. Ciste a cordoni | 67-69 |
| 2. Situle istoriate | 69-70 |
| Appendice VI. La distribuzione dei periodi di civiltà nelle necropoli atestine | 70-71 |
| VII. La civiltà e l'arte nell'Agro Chiusino e a Corneto-Tarquinia | 71-76 |
| VIII. Conclusione sulla civiltà e sull'arte umbro-felsinea, e prisca latina | 77-78 |
| IX. Civiltà ed arte etrusca alla Certosa e a Marzabotto | 78-88 |
| 1. Antichità della Certosa | 78-82 |
| 2. Antichità di Marzabotto | 82-88 |
| X. Osservazioni generali intorno allo stile italico | 89-99 |
| Appendice VII. Della decorazione geometrica, degli altri motivi e delle varie tecniche artistiche importate in Italia nel periodo protoitalico | 99-101 |
| Appendice VIII: Osservazioni intorno ai Pelasgi e ai loro monumenti | 101-102 |
| II. ARTE ETRUSCA | 103-168 |
| Bibliografia | 105-108 |
| Opere generali e speciali sulla topografia, sui monumenti e sull'origine degli Etruschi | 105-107 |
| Architettura e scultura etrusca | 107 |
| Pittura etrusca | 108 |
| Ceramica, specchi e arti minori presso gli Etruschi | 108 |
| I. Origine e carattere dell'arte etrusca. — Suoi rapporti con l'arte italica | 109-113 |
| Appendice I. Sulla provenienza degli Etruschi | 114-119 |
| Le tre grandi divisioni dell'arte etrusca | 120-168 |
| A. Architettura degli Etruschi | 120-131 |
| I. Architettura civile e militare | 120 |
| II. Architettura privata | 122 |
| III. Architettura religiosa | 123 |
| IV. Costruzioni di forma singolare | 130-131 |
| B. Plastica degli Etruschi | 131-143 |
| I. Arte figurativa | 132 |
| Appendice II. Osservazioni intorno all'arte plastica degli Etruschi | 143-146 |
| II. Toreutica etrusca | 146 |
| 1. Osservazioni generali | 146 |
| 2. Candelabri | 147 |
| 3. Specchi | 148 |
| 4. Le ciste a cordoni | 149-154 |
| C. Pittura etrusca | 154-166 |
| I. Osservazioni generali | 154-157 |
| II. Le due scuole pittoriche principali | 157-160 |
| III. Ceramica etrusca | 160-166 |
| 1. Osservazioni generali | 160-161 |
| 2. Vasi toscanici | 161 |
| 3. Vasi d'imitazione greca | 161 |
| 4. Vasi detti buccheri | 162-164 |
| 5. Vasi aretini | 164-166 |
| Appendice III. Le ultime ricerche sugli Etruschi e la fondazione del Museo topografico dell'Etruria a Firenze | 166-168 |
| III. ARTE ROMANA | 169-331 |
| Bibliografia. | |
| I. Opere di carattere generale. | |
| Architettura e Archeologia generale | 171-172 |
| Plastica | 174-178 |
| Pittura | 178-179 |
| II. Opere di carattere speciale. | |
| Architettura, Archeologia e Topografia | 179-182 |
| Plastica | 182-186 |
| Pittura e Mosaico | 186-187 |
| I. Osservazioni generali | 188-196 |
| II. Storia dell'arte romana e greco-romana, e divisione nei suoi periodi | 196-197 |
| Primo Periodo dell'arte romana | |
| I. Architettura | |
| A. Parte I del Primo Periodo | 198-213 |
| 1. I monumenti di Roma monarchica | 198-202 |
| 2. Il tempio di Giove Capitolino | 202-206 |
| 3. Il tempio e i tre ordini architettonici secondo l'uso romano | 206-209 |
| 4. Monumenti funerarî e di pubblica utilità in Roma | 209-210 |
| 5. L'introduzione dell'arco e della vôlta nell'architettura romana | 210-211 |
| 6. La derivazione delle acque: acquedotti, terme, fontane | 211-213 |
| 7. La sistemazione delle strade e della viabilità | 213 |
| B. Parte II del Primo Periodo. | |
| I. L'arte in Roma sotto l'influenza greca | 213 |
| 1. Osservazioni generali | 213-216 |
| 2. Colonne ed archi onorarî in Roma | 216-217 |
| 3. Le basiliche | 217 |
| 4. I teatri e i circhi | 218 |
| 5. I monumenti sepolcrali | 218-219 |
| II. Plastica. | |
| 1. Osservazioni generali | 219-221 |
| 2. La plastica romana applicata alle ciste istoriate | 221-224 |
| III. Pittura | 224-226 |
| Secondo Periodo dell'arte romana | |
| Osservazioni generali | 227 |
| Le opere greche importate in Roma | 227-230 |
| A. Architettura | 230-310 |
| I. Le principali classi di monumenti | 231-232 |
| 1. I teatri e gli anfiteatri in Roma | 230-234 |
| 2. I circhi e gli anfiteatri. I ludi gladiatorî | 234-235 |
| II. I monumenti degli imperatori della “Gens Iulia„ | 235-238 |
| 1. Il Foro d'Augusto | 238-242 |
| 2. Il Pantheon | 242-248 |
| 3. Il Mausoleo D'Augusto | 248-249 |
| 4. L'obelisco di Monte Citorio e altri monumenti di stile egizio | 249-252 |
| 5. I monumenti sepolcrali: i “Columbaria„ | 252-253 |
| 6. Gli archi trionfali | 253-254 |
| III. I monumenti degli imperatori della “Gens Claudia„ | 254 |
| 1. L'“Aqua Claudia„ e l'“Anio Vetus„ a Roma | 254-255 |
| 2. La “domus aurea„ di Nerone | 255-256 |
| IV. I monumenti degli imperatori della “Gens Flavia„ | 256-267 |
| 1. L'Anfiteatro Flavio, o “Colosseo„. — La sua struttura | 256-259 |
| 2. Le terme di Tito | 259-264 |
| 3. L'arco di Tito | 264-265 |
| 4. Opere dell'imperatore Domiziano. I “Fora„ minori | 266-267 |
| V. I monumenti degli imperatori Trajano ed Adriano | 267-280 |
| 1. Il “Foro Trajano„ e i suoi monumenti | 267-271 |
| 2. La “Colonna Trajana„ | 271-272 |
| 3. Opere dell'imperatore Trajano | 272-274 |
| 4. Il gran tempio di Venere e Roma sotto Adriano, detto templum Urbis | 274-275 |
| 5. La Villa d'Adriano a Tivoli | 275-277 |
| 6. La “Mole Adriana„, o Mausoleo dell'imperatore Adriano | 277-278 |
| 7. Opere minori dell'imperatore Adriano | 278-280 |
| VI. I monumenti degli Antonini e dopo gli Antonini | 280-283 |
| B. Plastica. | |
| I. Osservazioni generali | 284-287 |
| II. Artisti greci in Roma | 288-289 |
| 1. Pasitele, Stefano e Menelao | 288 |
| 2. Arcesilao | 288 |
| 3. Zenodoro | 289 |
| III. Artisti romani (Coponio e Decio) | 289 |
| IV. L'arte delle personificazioni nella plastica romana | 290 |
| V. L'arte del ritratto in Roma | 290-295 |
| 1. I ritratti della Repubblica | 292 |
| 2. I ritratti dell'Impero | 292-293 |
| 3. I “simulacra iconica„ e le statue idealizzate | 293-295 |
| 4. Statue equestri | 295-296 |
| VI. La scultura storica in Roma | 296-302 |
| 1. Osservazioni generali | 296-298 |
| 2. I bassirilievi della Colonna Trajana | 208-300 |
| 3. Altri bassirilievi storici in Roma | 300-302 |
| VII. La scultura sepolcrale in Roma. I sarcofaghi | 302-303 |
| VIII. Arti minori | 303-306 |
| C. Pittura. | |
| I. Osservazioni generali. — Pittori greci | 306-307 |
| II. Pittori romani della Repubblica e dell'Impero | 307-309 |
| III. I dipinti celebri a noi rimasti | 309-318 |
| 1. Le Nozze Aldobrandine | 309 |
| 2. I dipinti delle terme di Tito | 309-311 |
| 3. I dipinti della Villa di Livia a Prima Porta | 311 |
| 4. Gli affreschi murali d'Ercolano e di Pompei | 311-313 |
| 5. Dei quadri “di genere„ | 313-317 |
| Terzo Periodo dell'arte romana | |
| I. Architettura | 318-329 |
| 1. Il Settizonio | 318-319 |
| 2. L'arco di Settimio Severo | 319 |
| 3. L'Arco di Costantino | 319-323 |
| 4. Le Terme di Caracalla e di Diocleziano e le loro opere d'arte | 323-324 |
| 5. Le rovine di Palmira | 324-326 |
| 6. Il palazzo imperiale a Spalato (o Spâlatron) | 326-329 |
| II. Plastica | 329-330 |
| III. Pittura | 330-331 |
| APPENDICE. | |
| Degli scavi e delle scoperte recenti sul Foro Romano | 332-346 |
| Metodo ed estensione degli scavi recenti | 332 |
| La “Sacra Via„ | 332-334 |
| Il “Comitium„ e il “Niger Lapis„ | 334-339 |
| La stele inscritta del Comizio | 336-340 |
| Il tempio di Vesta e la “Domus„ delle Vestali, secondo le recenti esplorazioni | 340-343 |
| Altri centri minori d'escavo | 343-346 |
| La “Cloaca Maxima„ | 346 |